I vari aspetti del viaggio

La mia vita da expat: dal Brasile all’Italia

Ciao a tutti! Mi presento: sono Barbara Bier alias Wanderlust in Travel, nata in Brasile nel lontano Settembre 1988. Oggi sono qui per raccontarvi la mia storia.

Inizio col dirvi che i miei genitori mi hanno avuta che erano giovanissimi: avevano soltanto 23 anni! Sono capitata “per caso”, anche se mamma ripete sempre che sono stata l’imprevisto più bello della sua vita.

Nata in una famiglia di classe medio-alta, ho goduto di tutti i benefici che i soldi ti possono dare: scuole private, macchine di lusso e vacanze ogni anno.

Finché un giorno tutto cambiò. Nel 1996, quando avevo solamente 8 anni mio papà ha subito un grosso furto aziendale (il suo ex socio è scappato con il fondo cassa) e quindi la ditta è andata in fallimento.

Non serve dire quello che è successo dopo…

Un crollo inspiegabile, dall’avere tutto a non avere più niente in un attimo. Non vi nascondo che mi ricordo perfettamente quel periodo, soprattutto perché ho dovuto cambiare la scuola, da privata a pubblica, subito dopo.

Ci tengo a precisare che la scuola pubblica in Brasile non è quella che conoscete voi, in Italia. Lì vedi le peggiori cose, stai insieme a persone che vengono dalle famose “favelas” e senti alcune storie veramente da incubo.

Molte volte i professori scioperavano poiché non venivano pagati abbastanza e ci trovavamo a metà anno senza lezioni.

A quei tempi le mie amicizie erano tutte benestanti, per cui ho sofferto tanto di bullismo: dagli amici ricchi perché mi vedevano arrivare con un vecchio pandino anziché la solita macchinona, invece alla scuola pubblica venivo preso di mira perché ero “la ragazza snob”.

Oltre a tutto questo, i miei hanno deciso di divorziare. È stato il peggior momento della mia vita.

CRESCERE CON I NONNI

Questo periodo è stato duro, ma sapete cos’ho imparato?

Vi dico solo che mio nonno materno era un eterno sognatore: innamorato delle stelle, dei libri e della storia antica, per cui mi raccontava sempre qualche curiosità! Con questo mi insegnò a viaggiare con la mente!

Mia nonna, un’artista, mi insegnò ad amare la natura, ad ammirare i fiori e a rispettare gli animali. Sono state delle persone fantastiche. Mi emoziono ancora adesso scrivendo queste righe… mi mancano da morire.

Questo per farvi capire il mio background. Sono cresciuta d’improvviso, a soli 10 anni, tra le varie avversità della vita.

Nel frattempo, mio papà si è trasferito in Italia e mia mamma si è rifidanzata con un uomo di 16 anni più grande. Dopo 4 mesi di rapporto, l’ha subito portato a vivere da noi.

LA DECISIONE DEL CAMBIO VITA

Avevo 16 anni e vivevo una vita molto complicata, a casa non mi sentivo più bene. Avrei potuto trovare conforto in cose sbagliate…frequentavo un ambiente oramai saturo di cose illegali e, in Brasile, la malavita è dietro l’angolo.

Ma no.

Ho riunito le forze e la passione che ho per la vita e ho preso la decisione più coraggiosa della mia esistenza: avrei ricominciato lontano da tutto trasferendomi in Italia per ricongiungermi con mio papà.

LA MIA VITA DA EXPAT IN ITALIA

Sono arrivata in Italia nel Dicembre 2005, all’età di 17 anni, ancora un po’ confusa, senza prospettive. Mi chiedevo spesso cosa fare “da grande” ma non ne avevo idea.

Così ho iniziato a studiare grafica pubblicitaria, facendo un corso professionale, che mi è piaciuto particolarmente.

Ho sempre amato scrivere ed essere a contatto con il mondo del “giornalismo”, ma ho capito subito che era un mercato molto difficile. Ho fatto qualche stage, senza prendere nessun compenso, giusto per fare curriculum.

In quel periodo ho avuto qualche divergenza con mio papà e ho deciso che era ora di volare con le mie ali. Ho trovato un lavoro come ASO (assistente studio odontoiatrico) per potermi permettere un affitto.

Così è iniziato tutto, direi che è stata la scelta migliore: mi mantenevo da sola e con i soldini che mi avanzano giravo l’Italia e anche qualche paese all’estero.

Non so se vi ricordate, ma in quegli anni verso il 2006/2007 andavano molto di moda i viaggi low cost con Ryanair. Mi ricordo di aver fatto un viaggio a Barcellona con nemmeno 15€ andata e ritorno.

Ho girato parecchio!

Ad oggi sommo 25 paesi diversi (non città, di quelle ho perso il conto!!) e la passione per la scrittura non si è mai spenta. Per questa ragione ho deciso di aprire il mio blog (wanderlustintravel) nel 2018 con l’idea di raccontare le mie peripezie per il mondo.

Non sentendomi soddisfatta, all’età di 29 anni ho deciso che era ora di ritornare agli studi. Mi sono riscritta all’università di Marketing Digitale, in Brasile. L’ho fatta a distanza (andavo solo in sede per gli esami) e mi ci sono ritrovata in tutto.

Ho imparato tanto e ho potuto mettere in pratica quello che studiavo nel blog. Nel Luglio 2019 mi sono laureata a pieni voti, è stata una vera emozione!

Un mio caro amico, che già lavorava nell’ambito digitale, mi ha dato un voto di fiducia e mi ha preso a lavorare per lui, come copywriter.

Tutto il 2019 è stato un anno di crescita e di sviluppo, ho imparato quasi tutto ciò che so oggi e ho migliorato vari aspetti del blog. Ho continuato a fare corsi di aggiornamento (tutt’ora li faccio), mi sono messa in gioco e ho costruito la mia piccola community di sostenitori su IG.

Un duro lavoro, ci ho messo tanto impegno e tanta passione. In questi ultimi anni sto raccogliendo pian piano i frutti! Ho fatto della mia passione un lavoro, ho conosciuto persone incredibili del settore e sto facendo tante collaborazioni meravigliose.

COSA HO IMPARATO NELLA MIA VITA DA EXPAT

Quello che posso dirvi della mia vita da expat è che viaggiare da soli serve a scoprire la forza individuale e il potere dell’Universo.

Ho preso consapevolezza di quante porte si aprono per aiutarti nel momento in cui hai più bisogno e meno te lo aspetti. Ogni ostacolo superato sarà un segno che puoi andare avanti e che sei capace.

La differenza in tutto ciò sta nella capacità di adattamento di ognuno. L’Italia mi ha dato tanto (e continua a farlo), fornendomi i giusti sistemi per riuscire nei miei sogni. Ho il giusto sostegno e una qualità di vita superiore a quella dei miei, in Brasile.

Purtroppo il Sudamerica soffre ancora di tanti problemi: la povertà e la mancanza di posti di lavoro in primis; il 98% della ricchezza sta nelle mani del 2% della popolazione. Questo, di certo, non aiuta qualcuno che viene dal nulla, come me.

Quello che so, è che dopo 17 anni in Italia non tornerei più in Brasile… se non in vacanza!

Di Barbara Bier

 

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