C’è chi, per il compleanno, riceve un profumo. Chi un gioiello. Chi una cena.
E poi c’è Isabella.
Per i suoi 60 anni, amici e parenti hanno deciso di regalarle qualcosa che non si può mettere su uno scaffale e che, probabilmente, ricorderà molto più a lungo di qualsiasi oggetto: una Box Viaggio a Sorpresa.
La cosa divertente?
Isabella è una di quelle persone che ama avere tutto sotto controllo.
Insomma… la candidata perfetta per un viaggio simile ahahahah.
Il giorno del compleanno ha ricevuto solo un biglietto che le annunciava una cosa: dal 15 al 17 maggio sarebbe partita.
Per il resto, una serie di frasi che mettevano curiosità e una raccomandazione: lasciare a casa il bisogno di controllare tutto.
Panico.
Da quel momento il viaggio era già iniziato, senza essersi ancora mossa da casa.
La parte più difficile? Aspettare.
Chi riceve un Viaggio a Sorpresa spesso pensa che il momento più emozionante sarà la partenza.
In realtà no.
La parte più divertente è tutto quello che succede prima.
Le ipotesi.
Le domande.
I tentativi (più o meno disperati) di estorcere informazioni a chiunque possa essere stato coinvolto, anche se ormai tutti sanno che io sono l’unica a conoscere la destinazione e non sono assolutamente corrompibile.
Qualche giorno prima della partenza arriva la Box Viaggio a Sorpresa.
All’interno ci sono gadget e diverse buste chiuse con scritto chiaramente quando e dove possono essere aperte.
Siccome conoscevo bene il suo bisogno di avere tutto sotto controllo, invece del classico foglio con le indicazioni su cosa mettere in valigia, le ho inviato un videomessaggio personalizzato.
L’obiettivo era tranquillizzarla…
No, scherzo.
Volevo solo farla “soffrire” ancora un po’.
Direi che ho ottenuto l’effetto desiderato, perché la curiosità ha raggiunto livelli altissimi.
Poi, finalmente, arriva il giorno della partenza.
In aeroporto Isabella apre la busta finale.
Di solito è in quel momento che la destinazione compare semplicemente su un foglio.
Ma con lei non potevo certo rendere le cose così facili.
Visto che aveva resistito abbastanza bene per settimane, ho deciso di prolungare ancora un po’ l’agonia e, al posto del classico foglio, le ho fatto trovare un vero e proprio gratta e vinci con scritto: “tranquilla, è tutto sotto controllo…… il mio!”
Solo dopo aver grattato è comparsa la destinazione.
Copenaghen.
La sua espressione valeva da sola tutto il lavoro di preparazione.
Da quel momento poteva finalmente rilassarsi e godersi tre giorni insieme a sua figlia, tra canali, quartieri colorati, atmosfera nordica e alcune esperienze organizzate per rendere il viaggio ancora più speciale.
Persino il meteo ha deciso di partecipare all’effetto sorpresa.
Nel giro di un weekend hanno davvero vissuto le quattro stagioni: sole, vento, pioggia e di nuovo sole.
Ma è proprio questo il bello dei viaggi.
Non puoi controllare tutto. Nemmeno quando conosci la destinazione.
E, molto spesso, è proprio lì che nascono i ricordi migliori.
Quando organizzo un Viaggio a Sorpresa non scelgo semplicemente una meta: penso alla persona che partirà, a chi ha deciso di regalarle questa esperienza, al motivo per cui quel viaggio viene regalato.
Mi faccio raccontare chi è se non la conosco, quali sono le sue passioni, ciò che ama, i suoi gusti.
Perché ogni sorpresa deve avere un senso.
La destinazione non è mai casuale.
È costruita intorno a chi la vivrà.
Nel caso di Isabella, la sorpresa non era solo il viaggio. Era tutto il percorso che l’ha portata fino a quel gate: il biglietto ricevuto al compleanno, l’attesa, la box, il videomessaggio, il gratta e vinci e, infine, quel momento in cui ha scoperto dove sarebbe andata.
Perché il viaggio, a volte, inizia molto prima del decollo.
E voi, riuscireste a partire senza sapere dove state andando?
È una domanda che faccio spesso.
Qualcuno risponde subito: “Assolutamente sì!”.
Qualcun altro dice: “Mai nella vita.”
Poi, però, scopre che il viaggio è organizzato nei minimi dettagli, e a quel punto qualcosa cambia.
Perché un Viaggio a Sorpresa non significa partire alla cieca.
Significa affidarsi.
Lasciare spazio alla meraviglia.
E concedersi il lusso, sempre più raro, di farsi sorprendere.
Quindi Viaggiatori, se volete regalare un’esperienza che difficilmente finirà in fondo a un cassetto, oppure desiderate viverla in prima persona, scrivetemi: info@viaggiatricedichiarata.com
