L’ho fatto, a Ek Balam.
Gradino dopo gradino. Con entusiasmo, sì. Ma anche con diverse pause strategiche.
Perché diciamolo: salire è bellissimo… ma il fiato, a un certo punto, manca davvero.
C’è perfino una foto in cui mi si intravede mentre riprendo aria, prova ufficiale che l’emozione era tanta, ma anche la fatica.

Arrivata in cima mi sono fermata, in silenzio.
Giungla tutto intorno, cuore che batteva forte, quella sensazione di essere minuscola davanti a qualcosa di antico e potente.
Non ho una foto trionfale lassù.
Ero troppo presa dal momento (e dal recuperare ossigeno).
Ma va bene così.
Perché certe conquiste non hanno bisogno di una posa perfetta.
Solo di essere vissute fino in fondo.
