Il Marocco che non mi aspettavo

Tra le tante destinazioni nella mia lista dei viaggi da fare, il Marocco non era di sicuro una di quelle, ma quando la mia amica Martina mi ha telefonato e mi ha chiesto ‘partiamo per il Marocco?’ non ho saputo dirle di no, a patto che partisse con lo zaino e lasciasse a casa il trolley.

Come sempre, ho prenotato un volo di andata e ritorno senza un itinerario prestabilito e ancora una volta si è rivelata essere la scelta migliore.

Siamo partite per Tangeri con l’unica certezza che saremmo andate a visitare Chefchouen, la città blu, e la conceria di Fes, patrimonio dell’Unesco, tornando a Tangeri in tempo per prendere il volo di ritorno.

Appena atterrate abbiamo avuto la fortuna di incontrare due ragazzi italiani che avevano affittato un’auto proprio per andare a Chefchouen e con la solita discrezione che mi contraddistingue ho chiesto se potevamo aggregarci.

Siamo arrivate lì con la pioggia, ma la sua bellezza si è rivelata subito.

La città blu è un bellissimo paese, tranquillo, dove tutti hanno un lavoro, che sia in un negozietto o in una fabbrica tessile.

Ogni suo angolo è un bellissimo scorcio, una vera scoperta.

Dopo qualche giorno abbiamo preso un pullman locale per raggiungere Fes e li abbiamo incontrato un ragazzo giamaicano con cui abbiamo condiviso un taxi (la solita discrezione ahahhah).

Ancora non sapevamo che quell’incontro avrebbe reso il nostro viaggio indimenticabile.

Dopo aver girato in lungo e in largo per Fes, esserci persi nelle mille mila stradine della medina e aver visitato il mercato e la storica conceria, abbiamo deciso di ripartire per un fuori programma e con un lunghissimo viaggio in treno siamo arrivati a Marrakech, la città marocchina per eccellenza.

È difficile raccontare Marrakech, perché la sua bellezza non è solo nella sua gigantesca piazza piena di qualsiasi cosa, ma è soprattutto nell’atmosfera che si crea in quel posto magico che ti ammalia come i suoi incantatori di serpenti.

La famosa Piazza Jamaa el Fna ha una doppia vita: di giorno è coloratissima e piena di banchetti ambulanti che vendono tutto ciò che ti possa venire in mente, di notte si trasforma in un enorme street food circondato da artisti di strada che fanno spettacoli di ogni genere, dai musicanti ai danzatori, dai cantastorie ai maghi, animali inclusi.

E dopo le notti più rumorose del Marocco, abbiamo pensato bene di affittare una macchina e farci centinaia di km per raggiungere il totale silenzio del Deserto del Sahara.

Ero già stata altre volte nel deserto, sia quello che altri, ma non avevo mai dormito in una tenda tra le dune, ed è stata una delle esperienze più belle dei miei tanti viaggi intorno al mondo.

Un enorme tappeto di stelle, uno spicchio di luna, il fuoco, la musica dei bonghi e intorno a noi solo sabbia e silenzio.

Pura connessione con l’universo.

Attimi fuggenti, momenti unici e indimenticabili.

Sicuramente un’esperienza da ripetere.

I giorni passavano inesorabili e dovevamo iniziare a risalire, così abbiamo ripreso la macchina e in una lunghissima giornata e centinaia di km abbiamo raggiunto Casablanca.

Sia all’andata che al ritorno dal deserto sabbioso abbiamo attraversato il deserto roccioso, una meraviglia!

Un paesaggio pazzesco fatto di mille sfumature splendide. Una natura enorme e incontaminata che rimarrà scolpita nella mia memoria per tanta bellezza.

Un paesaggio simile lo avevo visto solo in Namibia.

Abbiamo attraversato diverse tipologie di vegetazione e visto alberi differenti, dalle palme con le oasi, alle acacie fino alle tamerice che vengono usate per fare il fuoco, così come il tamarindo di cui viene usata anche la cenere per cuocere il ‘pain de sable’.

Casablanca è molto grande e bella, ma questo non è bastato a farci rimanere. È stata l’unica città in cui abbiamo visto scene di violenza, incontrato persone maleducate e al nostro compagno di viaggio hanno rubato pure il cellulare. Dopo la seconda notte siamo scappati con un treno e abbiamo raggiunto Rabat, la capitale. Ed eccoci subito tornati nel nostro bellissimo mood vacanziero in un posto con una potente energia positiva.

Rabat ci era stata sconsigliata dai più, tanto che l’avevamo esclusa dai nostri piani, ma non ne capisco davvero il motivo. È una bella città sul mare, con una medina molto particolare fatta con soffitti e porte di legno. Certo, è un po’ più cara rispetto ad altre, ma è normale per le città di mare essere più costose. Qui ho anche trovato un bellissimo per la mia parete.

Per finire voglio lasciarvi alcune riflessioni e consigli personali:

-in aeroporto è possibile avere una sim gratuita dove si pagano solo i giga ricaricabili. Gennaio 2023 ho pagato 10€ per 10 giga che durano un mese e non ho neanche lontanamente finito, nonostante abbia usato navigatore e social ogni giorno. Internet funziona praticamente ovunque

-i soldi li ho cambiati in aeroporto, ma di posti ufficiali per fare il cambio se ne trovano molti. Quasi tutti accettano gli euro

-se affittate una macchina ricordatevi che per abbassare il deposito, che normalmente è molto alto, basta dare qualche soldo in contanti

-è meglio non bere l’acqua del rubinetto, ma per lavarsi i denti va benissimo, personalmente non ho avuto nessun problema

-il cibo è molto speziato, fatevene una ragione, l’unica cosa che potete scegliere è se mangiare piccante o meno

-le persone sono tutte estremamente gentili…. ma nel 90% dei casi proveranno a vendervi qualcosa, che sia loro o di qualcun altro, generalmente con la scusa di offrirvi un tè alla menta, che per altro è buonissimo. Spesso per convincervi vi diranno che sono berberi ma non dimenticate che i berberi vivono nel deserto, non in città

-contrattate sempre, tutto, anche quando il prezzo vi sembra ragionevole, per loro è un’usanza ed è doveroso rispettarla, anche perché se lo aspettano. Loro dicono un prezzo, voi ribattete con meno della metà e vi incontrate a metà strada

-l’ultimo giorno prima della partenza abbiamo scoperto, grazie ad una ragazza locale, che mentre pagavamo 2€/3€/5€/6€ per il taxi che ci sembrava davvero conveniente, la tariffa ufficiale era 0,70€ per tratte come le nostre. A Rabat hanno il tassametro, ma lo abbiamo scoperto tardi

-le sigarette sono vendute anche singolarmente

-Le cose da mangiare sono più o meno le stesse in tutto il paese, a volte più buone altre meno. Le specialità che trovate davvero ovunque sono: tajine, tacos, cous cous, zuppa (non mi è mai stato chiaro di cosa), pastilla, tanto agnello e tanto pollo. Per colazione invece vanno per la maggiore i mesmen e devo dire che sono così buoni che li ho mangiati ogni giorno

-la conceria dei Fes puzza talmente tanto che l’odore vi accompagnerà per tutto il viaggio, appena tornata a casa pensavo di bruciare i vestiti. Se potete portatevi una sciarpina per coprirvi il naso, io non l’ho fatto e ho rischiato di stare male. Proveranno a farvi pagare in tutti i modi e a portarvi sulle loro terrazze, ma non dimenticate che l’ingresso alla conceria è gratuito e accessibile a tutti. Le persone che lavorano li sono molto gentili e si fanno fotografare senza problemi

-i ragazzi che vivono nel deserto lo conoscono a memoria, è impressionante come possano orientarsi tra le dune anche di notte. Loro, invece di dire ‘ hai la segatura in testa’ dicono ‘hai la sabbia in testa’

-quelli che chiamano comunemente cammelli sono in realtà dromedari

il Marocco è sicuramente un paese da visitare, soprattutto fuori stagione quando non ci sono turisti in giro, quindi viaggiatori, cosa aspettate?

Come sempre, se avete dubbi, incertezze, perplessità o volete prenotare un bel tour scrivetemi, perché ho conservato i contatti migliori!

احظى برحلة جيدة (Buon Viaggio)

Share the Love & CONDIVIDI

(7) Commenti

  1. Grandi! Anche noi amiamo i viaggi che prendono forma durante il viaggio; dove possiamo prenotiamo la prima e l’ultima notte poi come viene viene, sono i viaggi più belli.

    1. Chiara Parodi dice:

      È l’unico modo di viaggiare che conosco 😅
      L’organizzazione di ogni giornata e di tutti i dettagli la lascio alle partenze di lavoro con i gruppi accompagnati.

  2. Leggendo questo articolo mi hai fatto ripercorrere il mio viaggio in Marocco, ho ancora gli occhi pieni dei suoi paesaggi e colori così differenti tra loro

  3. Arianna dice:

    Il Marocco è un viaggio affascinante, così vicino eppure così esotico. L’ho girato anche io e mi era piaciuto molto mi manca però la città blu che prima o poi organizzerò

    1. Chiara Parodi dice:

      La città blu è pazzesca, vale la pena tornare per andare anche solo lì!

  4. Nel 2021 dovevo fare un on the road impegnativo del Marocco ma purtroppo, a causa del Covid, ho dovuto rimandare a data da destinarsi. Spero di poter presto tornare a sognare questa meta e fare un bel tour come il tuo!

  5. Libera dice:

    Ho letto con molta curiosità il tuo racconto perché questo viaggio ce l’ho nel cassetto già da un pò e l’estate 2024 potrebbe essere il periodo giusto per visitare finalmente il Marocco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *