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Maestra Dichiarata

Cari Viaggiatori,

in attesa di ricominciare a viaggiare, da dicembre ho iniziato un nuovo lavoro: sono Maestra in una Scuola per l’Infanzia.

Finalmente, a distanza di 23 anni, sfrutto il diploma per cui ho studiato.

Ho passato due decenni a ripetermi quali studi inutili avessi fatto, così diversi da quello che in realtà amo fare e faccio nella vita, ma poi, all’improvviso, il Covid19.

Tutto è cambiato, senza preavviso.

Da un giorno all’altro il mondo ha chiuso i suoi confini e io ho perso il mio lavoro.

Ho dovuto rimettermi in gioco e ricominciare a cercarne uno, finché ad un certo punto è arrivata questa imperdibile occasione.

Finalmente i miei studi non sono più stati vani, anzi, devo ringraziare la ‘Chiara di 13 anni’ per aver fatto la scelta di questi studi, perché di questi tempi non è facile trovare un lavoro.

E soprattutto non è facile trovare un lavoro che ti regali le emozioni che mi sta regalando l’essere Maestra di una Scuola per l’Infanzia.

Sono tornata indietro nel tempo, a quando nei villaggi turistici mi divertivo a giocare coi bambini. Avevo poco più di 20 anni, anche se sembra ieri…

Devo ammettere che stare chiusa tutto il giorno in una stanza per me è davvero un’impresa difficile, sono uno spirito libero, lavoro sempre all’aria aperta in giro per il mondo, ma questi piccoli terroristi travestiti da bambini mi regalano così tante soddisfazioni da darmi la forza e la voglia di restare li con loro.

LI ADORO.

Quando mi abbracciano, quando si siedono sulle mie gambe, quando si fanno tirare le guance e mi sorridono divertiti.

Quando mi dicono ‘Maestra sei la più bella delle stelle luminose’ oppure ‘Maestra con la mascherina eri più bella’ quando la tolgo per mangiare.

Quando mi chiamano mille volte consecutivamente perché vogliono che veda quello che stanno facendo, quando ogni giorno devo ripetere loro le stesse cose a oltranza.

Quando litigano, ma poi li faccio parlare, si chiariscono e fanno pace sorridendo sotto i baffi.

Quando sono emotivi e piangono, ma basta qualche coccola per farli tornare a sorridere.

Quando mi fanno domande tipo: ‘Maestra io non ce l’ho il pisellino?’ e cerco di non ridere.

Quando li guardo giocare nel salone e fanno un caos pazzesco.

Quando ogni giorno ciascuno di loro mi fa vedere la maglia che ha sotto il grembiule, perché una cosa basta che la faccia uno e tutti la ripetono.

Quando mi dicono ‘Maestra possiamo sposarci?’ e ci facciamo un sacco di risate a celebrare le coppie che si sposano. Alla fine se sei Celebrante lo sei sempre.

Quando vogliono fare il gioco del silenzio durante il pranzo, ma non riescono a stare zitti neanche 30 secondi.

Quando facciamo i lavoretti e li vedo impegnati nel loro mondo di colori.

Quando ridono perché gli dico ‘Sei la Maestra?’ quando parlano al mio posto dicendo qualcosa agli altri.

Quando sono sarcastica ma loro non capiscono e mi guardano straniti.

Quando mi fanno i disegni ma devo dirgli ‘è talmente bello che dovresti tenerlo tu, mettilo in cartellina’, altrimenti ogni giorno porterei a casa 16 disegni.

Ogni momento passato in quell’asilo è un grande arricchimento per me stessa e sono davvero felice di poter fare questo breve viaggio con loro.

Perché il viaggio non è solo andare da un punto ad un altro del globo, il viaggio è la vita che viviamo ogni giorno, ovunque siamo.

E allora grazie ai bimbi che mi stanno accompagnando in questa breve ma intensa avventura.

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